Centro Servizi Fiscali ed Elaborazione Dati

Via Roma, 5/h-i Zola Predosa (BO)

DSU PRESENTATE DAL 1 GENNAIO 2020:

ALCUNE INFORMAZIONI PRATICHE UTILI ALLA COMPILAZIONE

- le DSU con data sottoscrizione a partire dal 01/01/2020 saranno attestate nei tempi previsti dalla normativa (10 giorni lavorativi) ed avranno come data di scadenza il 31/12/2020;

– per le DSU sottoscritte a partire dal 2020 i redditi da inserire dovranno essere riferiti all’anno 2018, cosi come i dati relativi al patrimonio mobiliare e immobiliare (sempre riferiti al 31/12/2018);

– per omogeneità sui redditi e spese utilizzate per il calcolo degli indicatori, tutte le DSU di riferimento di eventuali componenti aggiuntive o attratte, indicate nella DSU del beneficiario della prestazione, dovranno avere identico anno di presentazione.

DIMISSIONI TELEMATICHE

A partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere effettuate in modo telematico attraverso il portale di CLIC LAVORO .

Il nostro ufficio può supportare il lavoratore nell'accesso privato a tale servizio, utilizzando le credenziali dell'interessato/a e accedendo con codice pin personale, pertanto coloro che non ne siano in possesso potranno rivolgersi direttamente ai patronati i quali hanno accesso diretto e prestano il servizio in modo gratuito.

ISEE 2017

Dal 1° febbraio 2017, per motivi organizzativi, data la complessità nella compilazione e la reperibilità delle informazioni , sarà possibile inviare dichiarazioni Isee per i nuclei familiari in cui almeno uno dei componenti avrà provveduto ad inviare preso il nostro ufficio anche il mod 730/2017; negli altri casi è sempre possibile rivolgersi ai patronati o allo stesso caf al quale ci si è rivolti per la dichiarazione dei redditi o dal sito Inps utilizzando il codice pin personale.

 Iva su bollette, consumatore vince contro Enel. “Quella sulle accise non va pagata”

Un giudice di pace di Venezia ha sancito che la "doppia imposta" è illegittima. L'azienda dovrà restituire quanto versato in più dal cliente, rivalendosi poi nei confronti dello Stato. Federconsumatori studia già un maxi ricorso sulla base di questo precedente, con il rischio però che si apra un buco da 2 miliardi nelle casse dell'erario

La tenacia di una singola persona può ottenere risultati inaspettati per molti. E’ il caso di un consumatore veneziano che ha fatto ricorso contro Enel per contestare la famigerata “tassa sulla tassa”, ossia la quota di Iva sulla bolletta di gas ed elettricità calcolata anche sulle accise. E ha vinto: un giudice di pace di Venezia ha stabilito, con un decreto ingiuntivo, che l’odiosa doppia imposta èillegittima e quanto versato in più va restituito. Così Enel dovrà rimborsare al cliente 103,78 euro, più interessi e spese. Successivamente lo Stato, trattandosi di una tassa che finisce nelle casse dell’erario, li restituirà alla società dopo la nota di variazione annuale sull’Iva. Le fatture contestate sono otto per la fornitura di gas e 12 per l’elettricità.

Nel decreto il giudice richiama il principio stabilito dalla Corte diCassazione a sezioni unite nella sentenza 3671/97, secondo il quale, salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra. Il decreto ingiuntivo è passato in giudicatovisto che Enel non aveva fatto opposizione. Probabilmente perché la società ha ritenuto di non essere lei a dover contestare il ricorso, visto che l’imposta è stabilita da una legge dello Stato. L’intera vicenda nasce dalla campagna portata avanti dai consumatori per ottenere il rimborso dell’Iva indebitamente pagata dai cittadini sullaTassa dei rifiuti (Tia), che infatti è citata nella sentenza. Battaglia vinta, quella, visto che la nuova Tari non prevede più il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto.

La cifra da rimborsare di per sé non è alta ed è facile pensare che sia meglio pagare piuttosto che imbarcarsi in un lungo percorso giudiziario, anticipando anche le spese legali e amministrative. Eppure, dal sassolino può venir giù una valanga. E questa volta a favore dei consumatori. Secondo Federconsumatori, che da anni contesta l’applicazione di questa “tassa sulla tassa”, si tratta di una “storica sentenza”. Stando alle stime dell’associazione, senza l’Iva sulle accise una famiglia media con un consumo di 1.400 metri cubi di gas pagherebbe ogni anno tra i 50 e i 75 euro in meno di bolletta. L’associazione ha già dato mandato alla propria Consulta giuridica di studiare le modalità di intervento e di ricorso per far ottenere a tutti i consumatori il rimborso di quanto pagato in più. E fa sapere che, grazie a questa sentenza, interverrà con ancora più forza “affinché l’imposizione dell’Iva su tali tributi sia cancellata definitivamente e venga messa la parola fine a un vero e proprio abuso”.

Secondo il sito Qualenergia (http://www.qualenergia.it/articoli/20150707-bollette-la-sentenza-iva-pagata-su-accise-va-rimborsata), la decisione del giudice crea un precedente che potrebbe aprire un buco miliardario nelle casse dell’erario: se tutti i circa 21 milioni di utenti domestici italiani facessero ricorso e fosse loro garantito un rimborso paragonabile a quello che Enel deve versare all’utente veneziano, il danno per lo Stato ammonterebbe a oltre 2 miliardi di euro. Senza contare che una sentenza del genere potrebbe applicarsi anche per altri prodotti sui quali si paga l’Iva sulle accise, come la benzina e il gasolio. In questo caso i risarcimenti lieviterebbero ulteriormente, a beneficio degli automobilisti.

Fonte: “Il fatto quotidiano .it”

Lavoro domestico

Il tema principale è quello della fine dei co.co.pro a partire dal 2016, ma nel decreto attuativo sui contratti precari c’è una norma che riguarda le famiglie che hanno in casa una colf, una badante o una baby sitter. Ed è un punto da chiarire perché potrebbe portare ad una serie di ricorsi che complicherebbero la vita di chi, chiedendo una mano in casa, vorrebbe invece semplificarla. La questione riguarda i voucher, i buoni introdotti diversi anni fa per pagare le prestazioni occasionali. Il limite massimo di utilizzo viene portato da 5 mila a 7 mila euro l’anno per ogni lavoratore. Ma sopratutto viene eliminato il tetto massimo di 2 mila euro che può essere pagato dalla famiglia e che invece resta valido sia per gli imprenditori sia per i professionisti. Così una colf o una badante, che pure lavora a tempo pieno o quasi, può essere pagata integralmente con i voucher, scavalcando di fatto il contratto di lavoro del settore. Qual è il rischio? Secondo la Federazione italiana datori di lavoro domestico sarebbe difficile sostenere che un’attività subordinata e continuativa, come quella della colf sia da considerare come prestazione occasionale. E per questo le colf pagate con i voucher potrebbero fare ricorso e rivendicare ferie, tredicesima e Tfr.

Corriere della Sera.

Collocamento

Tra le prossime tappe, e quindi tra i prossimi decreti, c’è la nascita dell’Agenzia nazionale per l’occupazione. I due principi fondamentali sono chiari: il primo è ridare una certo grado di centralità alle politiche attive per il lavoro, oggi frammentate tra esempi virtuosi (tendenzialmente al Nord) e pratiche che di attivo hanno ben poco; il secondo è favorire la collaborazione tra centri pubblici e privati, come già avviene ma solo in alcune Regioni. Sul come tradurre questi due principi in realtà c’è ancora molto da fare. Le Regioni non sono disponibili a cedere le competenze e propongono una ripartizione territoriale della struttura anche per salvaguardare il personale dei centri per l’impiego. C’è poi un’altra agenzia che dovrebbe nascere, quella unica per le attività ispettive, in cui dovrebbe confluire il personale di Inps, Inail e del ministero del Lavoro. Il progetto potrebbe prendere forma con un decreto separato ma la bozza presentata dal governo è stata bocciata dai sindacati. Il nodo più difficile da sciogliere è quello del personale: per la struttura è previsto un organico di circa 6 mila addetti in 19 sedi, in sostituzione di circa 80 direzioni provinciali e interregionali del ministero, con un potenziale esubero di circa 1.700-1.800 lavoratori.

Corriere della Sera

Il fisco che verrà: catasto e modello 730 precompilato

Muove i primi concreti passi la riforma fiscale targata “Renzi”. Il Consiglio dei ministri di venerdì 20 giugno, ha esaminato i primi due decreti legislativi (ne sono previsti una ventina) per attuare la legge delega n. 23 dell’11 marzo 2014, con la quale il Governo è stato incaricato di adottare, entro dodici mesi, “disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”: uno contiene un nutrito pacchetto di semplificazioni tributarie (in primis, l’invio ai contribuenti del 730 precompilato), l’altro riguarda la revisione del catasto.

Va subito precisato che non si tratta di norme già andate in Gazzetta Ufficiale, quindi non sono ancora in vigore. Secondo la procedura, infatti, i due provvedimenti sono stati trasmessi al Parlamento per l’esame da parte delle Commissioni competenti per materia, chiamate ad esprimere il proprio parere nei successivi trenta giorni (in caso di particolare complessità, è possibile un supplemento di altri venti giorni), anche suggerendo eventuali modifiche ed aggiustamenti. Dopodiché, si tornerà in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva (il passaggio presso le Commissioni potrebbe anche essere ripetuto, nell’ eventualità in cui il Governo non intendesse conformarsi alle valutazioni dei parlamentari, esprimendo le proprie osservazioni in proposito). 

Per il premier Renzi, è la madre di tutte le semplificazioni: l'invio a casa dei cittadini della dichiarazione dei redditi precompilata.

Un'idea ambiziosa e affascinante, il cui buon esito non appare per nulla scontato, essendo strettamente collegato, oltre che alla capacità "informatica" del Fisco di acquisire, gestire ed elaborare una gigantesca quantità di dati ed informazioni,alla qualità della "collaborazione" offerta da soggetti terzi ( operatori commerciali,professionisti, istituti bancari, ecc), inevitabilmente chiamati in causa per "intercettare" e comunicare le spese sostenute dal contribuente.

la sperimentazione partirà dal prossimo anno, interessando una platea di 18-20 milioni di contribuenti, quelli che presentano il 730: lavoratori dipendenti (pubblici e privati), pensionati, titolari di redditi assimilati al lavoro dipendente (come collaboratori coordinati e continuativi, collaboratori a progetto).Il progetto prevede più fasi.

L'anno prossimo, nel modello inviato dall'Amministrazione finanziaria si troveranno, oltre ai dati anagrafici, quelli dei redditi percepiti nel 2014, i dati sugli immobili posseduti e quelli relativi ad alcuni oneri deducibili o detraibili (interessi passivi su mutui, polizze vita, contributi previdenziali ed assistenziali e contributi per la previdenza complementare), li eventuali crediti risultanti dalla precedente dichiarazione, gli acconti d'imposta versati.

Nel 2016, invece, dovrebbero confluirvi anche le spese mediche: infatti, oltre alle informazioni che viaggiano attraverso la tessera sanitaria(quindi, già note all'Amministrazione finanziaria), dal prossimo anno anche tutti gli iscritti all'albo dei medici e le strutture sanitarie private saranno chiamati a trasmettere all'Anagrafe tributaria le informazioni sulle prestazioni erogate.

Le scelte per il contribuente: accettare, integrare o rifiutare.

Il decreto prevede che l'Agenzia delle entrate, entro il 15 aprile di ogni anno, predispone la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell'anno precedente. Il contribuente può riceverla direttamente attraverso i servizi telematici della stessa agenzia fiscale (Entratel o Fisconline)o, avendo conferito apposita delega, tramite il proprio sostituto d'imposta che presta assistenza fiscale ovvero tramite un Caf o un professionista abilitato(dottore commercialista, consulente del lavoro, ecc.9. a questo punto, l'interessato può scegliere di:


- accettare la precompilata così com'è, con il vantaggio di bypassare i controlli formali (in questo caso i crediti superiori ai 4000 euro richiesti a rimborso saranno erogati direttamente senza controlli preventivi);


- presentare la dichiarazione precompilata apportando modifiche. Se queste incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta e la presentazione è fatto dallo stesso contribuente o tramite il sostituto d'imposta che presta l'assistenza fiscale, non opera l'esclusione dai controlli formali.

Se alla presentazione provvede un Caf o un professionista, il controllo formale avverrà nei confronti di tale soggetto, anche con riferimento ai dati relativi agli oneri, forniti da soggetti terzi, indicati nella dichiarazione precompilata;


- rifiutare la precompilata e avvalersi delle regole ordinarie, rivolgendosi al sostituto d'imposta o ad un Caf o un professionista per presentare la dichiarazione in via autonoma.


Grossa novità per quanto riguarda il termine di presentazione del modello 730: qualunque sia la scelta del contribuente, l'appuntamento è fissato per il 7 luglio.

Scompaiono, quindi, i precedenti termini del 30 aprile e del 31 maggio.

Le fonti di informazione per l'Agenzia Entrate.

Per tentare di centrare l'obiettivo (precompilare l'intero modello), il decreto dispone che:

- i sostituti d'imposta dovranno trasmettere all'A.E., entro il 7 marzo di ogni anno, i Cud con i redditi corrisposti, le ritenute operate e le addizionali trattenute;

- gli istituti che erogano mutui agrari e fondiari, le imprese assicuratrici, gli enti previdenziali, le forme pensionistiche complementari dovranno comunicare all'A.E.. entro il 28 febbraio di ogni anno, per ciascun soggetto, i dati relativi alle spese sostenute nell'anno precedente;

- nel 2016, le aziende sanitarie locali e quelle ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i policlinici universitari, le farmacie pubbliche e private, i presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture per l'erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, gli altri presidi e strutture accreditati per l'erogazioni di servizi sanitari e gli iscritti all'albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri, dovranno inviare al Sistema Tessera sanitaria, i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015.

Al momento non risulta indicato un termine di trasmissione: è ragionevole pensare che sia lo stesso del punto precedente

( 28 febbraio).

La versione “definitiva” del Ddl di stabilità: conferma lastretta sugli oneri deducibili e detraibili ai fini Irpef già a partire da Unico/7302013, in deroga allo Statuto dei diritti delcontribuente. "La violazione dello statuto si è resa necessaria per ragioni di copertura", ha detto il ministro Grilli.

Scontrini e ricevute non bastano alla sanatoria......(leggi l'art.)

Dichiarazione Imu, in arrivo una nuova proroga a febbraio 2013

Il termine di presentazione della dichiarazione IMU dovrebbe slittare di 90 giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del decreto di approvazione del modello. Il Governo ha approvato venerdì scorso un emendamento al D.L. Regioni ed enti locali che proroga di 90 giorni il termine di presentazione della dichiarazione IMU. I 90 giorni di tempo in più andranno calcolati dall’entrata in vigore del decreto 30.10.2012 che ha approvato il modello di dichiarazione IMU con le relative istruzioni. Tale decreto non è stato, tuttavia, ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si può, quindi, ipotizzare che la scadenza di presentazione della dichiarazione IMU, attualmente prevista per il 30 novembre prossimo, slitterà almeno agli inizi di febbraio 2013. L’adempimento riguarda gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dichiarazione Imu al 30 novembre

Nello schema di decreto degli enti locali, discusso e approvato ieri (4 ottobre) dal Consiglio dei Ministri, è presente anche la proroga della dichiarazione Imu, fissata al 30 novembre 2012. La scadenza originaria era stata fissata per il 30 settembre 2012, che cadendo di domenica faceva slittare l’adempimento al 1° ottobre. A questo punto, se la bozza del decreto sarà confermata, ci saranno due mesi in più per preparare la dichiarazione, sempre che il modello e le istruzioni vengano approvate al più presto. Il calendario dell’Imu prevede una scadenza al mese: entro il 31 ottobre la fissazione delle aliquote da parte dei Comuni, entro il 30 novembre la dichiarazione Imu, ed entro il 16 dicembre il saldo 2012.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Legge di stabilità, detrazione per i mutui fuori dal tetto

Le modifiche alla Legge di Stabilità 2013 a cui sta lavorando il Parlamento prevedono che dal tetto di 3.000 euro previsto per gli oneri detraibili saranno escluse le spese sostenute per gli interessi passivi sui mutui per la prima casa. Si pensa anche di intervenire sul taglio del cuneo fiscale, aumentando le detrazioni per i redditi di lavoro dipendente fino a 55.000 euro. Viene eliminata la retroattività della stretta sulle deduzioni e detrazioni fiscali. Dall’altro lato, tuttavia, salta il taglio dell’Irpef per i primi due scaglioni di reddito: le risorse così risparmiate saranno destinate ad evitare l’aumento dell’Iva agevolata del 10% all’11%.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ravvedimento lungo “più corto” per l’IMU

Nel caso di errori o omissioni nel versamento dell’IMU, il ravvedimento lungo può avvenire fino al termine di presentazione della dichiarazione IMU, considerata “periodica”

Il dipartimento delle Finanze, nella bozza di istruzioni alla dichiarazione IMU, precisa che il ravvedimento lungo dell’omesso versamento IMU non può essere effettuato entro un anno dall’infrazione, bensì entro il termine di presentazione della dichiarazione IMU. Il dipartimento afferma, infatti, che la dichiarazione IMU deve essere considerata come una dichiarazione “periodica” e, pertanto, secondo quanto stabilito dall’art. 13, D. Lgs. n. 472/1997, la regolarizzazione spontanea di errori o omissioni nei versamenti IMU può avvenire, scaduti i primi 30 giorni, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa a tale imposta. Questo termine, tuttavia, è più corto di quello stabilito nel caso in cui non sia prevista dichiarazione periodica (un anno dall’omissione o dall’errore).

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ravvedimento nullo se il calcolo degli interessi è sbagliato

Per la Cassazione un errore di calcolo degli interessi annulla l’efficacia del ravvedimento e giustifica la sanzione per omesso versamento dell’IVA

La corte di Cassazione si è espressa con la sentenza 14298/2012 stabilendo che il ravvedimento operoso per omesso versamento IVA è nullo se il calcolo degli interessi non è esatto , anche se si tratta di una somma irrisoria . Il giudice infatti, non può considerare prevalente il principio di collaborazione tra cittadino e Fisco sancito dallo Statuto del contribuente che non ha rango superiore alle leggi ordinarie, come invocato nel ricorso della società interessata .La sentenza allarga il principio di inefficacia che non del ravvedimento introdotta con la sentenza 12661 del 2011 . In quel caso però l’inefficacia del ravvedimento era dovuta non ad un errore di calcolo degli interessi ma alla mancata corresponsione delle sanzioni dovute .

Fonte: Fisco Oggi

IMU:la delibera comunale con le aliquote effettive entro il 31 ottobre

Confermata la possibilità per i Comuni, almeno per quest’anno, di deliberare le aliquote IMU effettive entro il 31 ottobre come per tutti gli altri tributiIl Ministro Piero Giarda, in una risposta ad un question time di ieri alla Camera, ha confermato che i Comuni hanno tempo fino al 31 ottobre per fissare le aliquote IMU definitive, seguendo quindi le regole generali previste per tutti gli altri tributi dall’art. 53, comma 16, Legge n. 388/2000: anche nel caso dell’IMU, infatti, la scadenza coincide con il termine per la chiusura dei bilanci preventivi. La regola prevista dall’art. 13, comma 12-bis, D.L. n. 201/2011, secondo il Ministro, deve pertanto intendersi “implicitamente abrogata”. Nel frattempo, il Ministero dell’Economia sta predispondendo il modello di dichiarazione IMU, ad oggi ancora mancante.Fonte: Il Sole 24 Ore

Cartella di pagamento valida anche mediante raccomandata senza ufficiale notificatore

La cartella di pagamento è valida anche se la notifica avviene mediante raccomandata inviata direttamente dall’Agente della riscossione al domicilio del destinatario. La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con sentenza n. 15746 del 19 settembre 2012, ha affermato che la cartella di pagamento (art. 26 del Dpr 602/1973) può essere notificata “direttamente” dall’Agente della riscossione mediante raccomandata con avviso di ricevimento, prescindendo quindi dall’intermediazione di un ufficiale notificatore. In questi casi, in base alle norme postali di settore, il perfezionamento della notifica si ha con la semplice consegna del plico al domicilio del destinatario, a prescindere dall’identità del soggetto che riceve la raccomandata, il quale può essere anche soggetto diverso dal destinatario della cartella. L’unico adempimento a cui è tenuto l’ufficiale postale è quello di far apporre, sul registro di consegna della corrispondenza e sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente, la firma della persona legittimata alla ricezione. Fonte: Fisco Oggi

Redditometro: il nuovo strumento entro fine ottobre

100 sono le voci del paniere Istat che saranno utilizzate nel nuovo redditometro, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013

Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in un convegno organizzato il 16 ottobre a Roma dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e dedicato all’abuso di diritto, ha colto l’occasione per precisare che il nuovo redditometro sarà pronto entro fine mese, per entrare in vigore dal 1° gennaio 2013. Befera ha spiegato che non ci saranno più i vecchi coefficienti, ma 100 voci estrapolate dal paniere Istat. Verrà poi effettuato un controllo incrociato con i dati indicati nelle dichiarazioni per misurare la capacità di spesa ed il reddito dichiarato. In caso di incongruenze, ci sarà un confronto con il contribuente.Fonte: Il Sole 24 Ore

Spending Review 2 in Gazzetta

Approvata il 7 agosto la Spending Review 2 (Spending Review bis) con la legge di conversione n. 135, contenente disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica ; sospeso l'aumento dell'aliquota Iva da ottobre 2012 fino al 30 giugno 2013, stanziamenti per i terremotati dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto Pubblichiamo il testo coordinato del Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95 (Spending Review 2 o bis), recante Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, convertito, con modifiche nella Legge 7 agosto 2012, n. 135, pubblicata sul supplemento ordinario n. 173 alla Gazzetta ufficiale n. 189 del 14 agosto scorso.Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi. Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... )).In Allegato: Legge di conversione del 7 agosto 2012 , n. 135 Decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (in supplemento ordinario n. 141/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 156 del 6 luglio 2012), coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (( nonche' misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario. ))". (GU n. 189 del 14-8-2012)

Fisco e Tasse

Deduzione quota Ssn su RC auto solo sopra i 40 euro

Dal 2012 il contributo per il servizio sanitario nazionale versato con l’RC auto sarà deducibile solo parzialmenteNella legge di riforma del Lavoro n. 92 2012, l’art. 4, co.76 prevede che il contributo al Ssn che fa parte del premio di assicurazione RC auto non possa essere dedotto dal reddito integralmente ma solo per la parte che supera i 40 euro. Essendo il contributo pari al 10,5% del premio assicurativo, nella maggioranza dei casi, ossia per le polizze sotto i 400 euro in UNICO 2013 , (redditi IRPEF del 2012) , la deducibilità verrà azzerata.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Arriva l'Aspi, assicurazione sociale per l'impiego:ecco di che si tratta

L' Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) sostituirà quanto oggi non rientra nella cassa integrazione ordinaria (ela parte di Cig straordinaria che resterà dopo la riforma) comprendendo indennità di mobilità, incentivi di mobilità,disoccupazione per apprendisti, una tantum co.co.pro e altre indennità. È questo l'impianto dei nuovi ammortizzatorisociali che il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha illustrato alle parti sociali.Vediamo dunque nei dettagli di che si tratta. Innanzitutto, l'importo: l'Aspi sarà di circa di 1.119 euro con abbattimento dell'indennità del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% di abbattimento dopo altri 6 mesi.L'aliquota contributiva sarà dell'1,3%, incrementata di 1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato. L'Aspi siapplicherà a tutti i lavoratori dipendenti privati e ai lavoratori pubblici con contratto a tempo determinato e sostituiràindennità di mobilità, incentivi di mobilità, disoccupazione per apprendisti, una tantum co.co.pro e altre indennità.Quanto ai requisiti per accedere all'Aspi, in pratica occorrerà avere due anni di anzianità assicurativa e almeno52 settimane lavorative nell'ultimo biennio. La durata sarà di 12 mesi (15 per i lavoratori sopra i 58anni).

Fonte: Il Sole 24 Ore

La Manovra Monti proroga per il 2012 la detrazione del 55%

Manovra Monti: a partire dal 1° gennaio 2013 la detrazione del 36% "assorbe" quella del 55% sulle spese di riqualificazione energetica degli immobili

Il Decreto Monti “Salva Italia” proroga di un altro anno la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, che dunque si applicherà alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2012. A partire dal 2013, gli interventi agevolabili in base alla normativa sul risparmio energetico, anche se non realizzate in occasione di opere di ristrutturazione, verranno “inglobati” nella normativa sulla detrazione del 36%. Pertanto, dal 1° gennaio 2012 la detrazione del 36% va a regime e trova la sua collocazione nel Tuir (articolo 16-bis).

Manovra Monti: detrazione 36% "a regime" e proroga del55% fino al 31.12.2012

La Manovra Monti mette a regime la detrazione Irpef del 36% per le ristrutturazioni edilizie e conferma la detrazione Irpef del 55% per gli interventi di risparmio energetico ma solo fino al 2012.

La Manovra Monti, c.d. “Decreto Salva-Italia” (D.L. n. 201 del 06.12.2011), entrato in vigore il 7 dicembre 2011, contiene, tra le varie disposizioni, l’introduzione a regime della detrazione Irpef del 36% per i lavori di ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2012, grazie all’inserimento della relativa disciplina nel Tuir. E’ ampliata anche la casistica degli interventi agevolabili. Confermata “in-extremis”, inoltre, la proroga della detrazione Irpef del 55% per gli interventi volti al risparmio energetico, ma solo fino al 31 dicembre 2012; successivamente, sembrerebbe che il 55% verrà assorbito dalla normativa sul 36%.

La messa “a regime” e le altre novità sulla detrazione del 36% per le ristrutturazioni

L’art. 4 del Decreto Salva-Italia è dedicato alle detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia e per il risparmio energetico.

La normativa sulla detrazione Irpef del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia, inizialmente introdotta con la Legge n. 449/1997, è stata poi negli anni integrata (anche con documenti di prassi) e prorogata di volta in volta da varie leggi, fino ad oggi.

Ora, il legislatore ha ritenuto opportuno dare a tale disciplina una certa organicità di contenutie, soprattutto, renderla “a regime” dal 2012. Per tale motivo, è stata inserita nel Tuir, dove è stato introdotto un nuovo articolo, l’art. 16-bis, contenente tutta la disciplina inerente la detrazione in parola.

Con l’occasione, sono stati inseriti tra gli interventi agevolabili anche i lavori di:

• ricostruzione o ripristino dell’immobile (anche non residenziale) danneggiato a seguito di calamità naturali (es.: alluvioni, terremoti), previa dichiarazione dello stato di emergenza;

• bonifica dell’amianto.

Si ricorda che la detrazione del 36% si applica all’imposta lorda e fino ad un ammontare complessivo delle spese documentate non superiore a € 48.000per unità immobiliare (e non per persona), sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi.

In caso di decesso del contribuente che ha chiesto la detrazione, gli eredi conservano la detrazione per le rate non beneficiate dal defunto, a condizione che continuino a detenere materialmente e direttamente il bene.

Nell’ipotesi, poi, di compravendita dell’immobile per il quale era stata chiesta la detrazione, l’agevolazione si trasferisce direttamente sull’acquirente persona fisica per le quote di detrazione residue “salvo diverso accordo delle parti”.

La proroga al 2012 della detrazione del 55% per il risparmio energetico

Nella bozza del decreto non compariva la proroga della detrazione Irpef del 55% relativa alle spese per il risparmio energetico, in vigore dal 2007 e prorogata finora fino al 2011.

Nella versione definitiva del decreto stesso, invece, è stato inserito il nuovo comma 4 nell’art. 4, dove si stabilisce che tale detrazione è prorogata di un altro anno, fino al 31 dicembre 2012, senza i cambiamenti di aliquote di cui si era parlato nei giorni precedenti all'approvazione definitiva del Decreto. E’ confermata la ripartizione della detrazione in 10 anni, come era stato da ultimo stabilito per il 2011 dalla Legge di Stabilità 2011 (Legge n. 220/2010).

La norma di cui al nuova comma 4 dispone, inoltre, che la detrazione prevista dal nuovo art. 16-bis del Tuir alla lettera h) del comma 1, ovvero la detrazione del 36% per la realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energeticisi applica alle spese effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013.

A tal riguardo, si precisa che la normativa sulla detrazione del 36% già comprendeva gli interventi relativi alla “realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia”. Ora, però, essa è ampliata con l’aggiunta del seguente periodo:

“Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia”.

Sembrerebbe, pertanto, che la detrazione del 55% rimanga in vigore fino a tutto il 2012 e, successivamente, a partire dal 2013, gli interventi agevolabili in base alla normativa sul risparmio energetico, anche se non realizzate in occasione di opere di ristrutturazione, verranno “inglobati” nella normativa sulla detrazione del 36% già applicabile agli analoghi interventi realizzati però nell’ambito di una ristrutturazione edilizia,

Si auspica che il legislatore chiarisca meglio questo punto.

IMU: si può pagare in 2 o in 3 rate

Passa alla Commissione Finanze della Camera l’emendamento che prevede la possibilità per il contribuente di scegliere se versare l’IMU in 2 o in 3 rate

E’ stato approvato ieri dalla Commissione Finanze della Camera l’emendamento al Decreto fiscale che consente di versare l’IMU dovuta per il 2012 in 2 o in 3 rate, a scelta del contribuente stesso. Nel primo caso, le scadenze dei versamenti scadono il 18 giugno (50% sulla base delle aliquote standard) ed il 17 dicembre (restante 50% a saldo e conguaglio); nel secondo caso, i versamenti devono essere effettuati entro il 18 giugno (33% sulla base delle aliquote standard), 17 settembre (33% sulla base delle aliquote standard) e 17 dicembre (quota restante, a saldo e conguaglio). Dal 2013, poi, il versamento tornerà ad essere in 2 rate, a giugno e a dicembre. I versamenti dell’IMU dovuta per il 2012 potranno essere effettuati, oltre che con modello F24, anche con bollettino postale, ma solo per la rata di dicembre, in quanto il bollettino potrà entra in campo solo dal 1° dicembre prossimo. Per le case degli anziani che ora abitano in istituti di riposo, se non locate sono considerate alla stregua di abitazioni principali, se locate lo Stato rinuncia alla propria quota di IMU. Sono stati approvati, inoltre, dei correttivi che intervengono in caso di famiglie con situazioni diverse dalla classica coabitazione: in caso di dimora in due immobili diversi, infatti, potranno essere considerate entrambe abitazioni principali e, quindi, scontare l’aliquota ridotta per essa prevista, solo se le due abitazioni non si trovano nello stesso Comune. E’ stata prevista, poi, l’esenzione dei fabbricati rurali strumentali situati nei Comuni montani o parzialmente montani, anche se il Governo potrà rivedere l’elenco dei Comuni in modo da riservare l’esenzione solo a quelli che si trovano in zone realmente disagiate. Le aliquote di riferimento per il calcolo dell’IMU potranno essere adeguate fino a dicembre in base al gettito derivante dall’acconto ed ai risultati del processo di accatastamento dei fabbricati.

Fabbricati categoria D: pronti i nuovi coefficienti

Definiti anche quest’anno i coefficienti per il calcolo della base imponibile dei fabbricati classificabili nel gruppo D non ancora accatastati, utile per il calcolo dell’IMU

L’11 aprile 2012 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 5 aprile 2012, con cui sono stati aggiornati, come ogni anno, i coefficienti per calcolare il valore degli immobili di proprietà delle imprese classificabili nel gruppo D non censiti al Catasto e, quindi, senza rendita certa. La base imponibile di tali fabbricati, pertanto, fondamentale per determinare l’importo dell’IMU dovuta, viene determinata, fino all’attribuzione della rendita da parte dell’Agenzia del Territorio, applicando al valore che risulta dalle scritture contabili, al lordo delle quote di ammortamento, i coefficienti ministeriali definiti dal decreto.

Imposta di scopo gonfiata dall’IMU

La base imponibile dell’imposta di scopo dovrà essere determinata applicando gli stessi moltiplicatori dell’IMU

Un emendamento al Decreto fiscale (D.L. n. 16/2012) prevede l’applicazione dei moltiplicatori previsti per l’IMU anche per il calcolo della c.d. “imposta di scopo” (ISCOP). Di conseguenza, se un Comune decide di applicare l’imposta di scopo, dovrà tenere conto non solo delle nuove disposizioni previste dall’art. 6 del D. Lgs. n. 23/2011, ma anche dei nuovi criteri di determinazione della base imponibile prevista per l’IMU.

Detrazioni 55%: %: sul sito ENEA la procedura per l’invio della documentazione

E’ disponibile sul sito dell’ENEA la procedura telematica per l’invio della documentazione necessaria per fruire della detrazione del 55% per le ristrutturazioni

L’Enea ha reso disponibile sul proprio sito la procedura per l’invio della documentazione relativa alla detrazione del 55% per i lavori di ristrutturazione edilizia finalizzati al risparmio energetico e conclusi nel corso del 2012. L’ente ricorda che, per fruire dell’agevolazione, è necessario inviare telematicamente, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, l’attestato di qualificazione energetica e la scheda descrittiva degli interventi realizzati.

Case fantasma: pubblicate le rendite presunte

I Comuni hanno pubblicato le rendite presunte da attribuire agli immobili “fantasma" evidenziati dalle ricerche dell'Agenzia del Territorio

Presso i C.omuni sono state pubblicate lerendite presunte di tutti gli immobili cosiddetti “fantasma”, ovvero di quegli immobili che non sono stati dichiarati spontaneamente al catasto dai soggetti interessati. Gli elenchi saranno consultabili fino al prossimo 2 luglio anche sul sito dell’Agenzia del Territorio, oltre che presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia stessa. Lo rende noto un comunicato stampa dell’Agenzia del Territorio del 3 maggio

Inps: istanza di rateizzazione dei debiti online

Il contribuente può ora richiedere la rateizzazione dei debiti Inps attraverso i servizi online dell’istituto di previdenza

Con la Circolare n. 48 del 27 marzo 2012, l’Inps ha precisato che è stata attivata la nuova procedura che consente al contribuente di inviare la richiesta della rateizzazione dei debiti Inps (quelli in fase amministrativa) attraverso i servizi online del sito www.inps.it, anziché recarsi presso gli sportelli. L’apposita funzionalità è stata predisposta all’interno del “cassetto previdenziale aziende” ed è denominata “istanze online”. La nuova procedura consente anche di monitorare la pratica durante tutto il suo iter, fino al provvedimento di accoglimento o di rigetto.

Indennità una tantum per i Co.co.pro.

Con riferimento all’indennità a sostegno del reddito prevista a favore dei collaboratori coordinati e continuativi a progetto, l’Inps, con messaggio 19 aprile 2012, n. 6762, ricorda che anche per l’anno 2012 varranno le condizioni già note, ossia: monocommittenza, con riferimento all’ultimo rapporto di lavoro; dato reddituale riferito all’anno precedente; accredito contributivo di almeno 1 mensilità nell’anno di riferimento e di almeno 3 mensilità nell’anno precedente; assenza di contratto di lavoro da almeno 2 mesi.

UNICO 2012: completata la rosa dei modelli definitivi

Approvati in versione definitiva anche i modelli UNICO PF, UNICO SP, UNICO SC e UNICO Consolidato nazionale e mondiale 2012

L’Agenzia delle Entrate, con quattro provvedimenti, ha approvato le versioni definitive dei modelli dichiarativi Unico Persone Fisiche 2012, Unico Società di Persone 2012, Unico Società di Capitali 2012 e Unico Consolidato nazionale e mondiale 2012. Nessuno di questi quattro modelli ha subito sostanziali modifiche rispetto alle versioni in bozza. La novità di quest’anno che interessa tutti modelli è la presenza nel frontespizio della casella da barrare quando si presenta una dichiarazione integrativa (entro 120 giorni da quella originaria) per modificare la precedente richiesta di rimborso dell’eccedenza in scelta di utilizzo incompensazione.

D.L. Semplificazioni: versamenti Inps solo attraverso canali telematici

Dal 1° maggio 2012 i versamenti Inps saranno effettuati solo attraverso canali telematici

Il D.L. Semplificazioni (D.L. n. 5/2012), con l’intento di snellire il rapporto dei contribuenti con la burocrazia, prevede una serie di regole immediatamente operative e altre che prevedono, invece, il passaggio attraverso regolamenti e decreti attuativi. Tra le norme immediatamente operative vi è quella dei pagamenti tracciabili all’Inps: dal 1° maggio 2012, infatti, per effettuare i pagamenti previdenziali all’Inps si potrà ricorrere solo a strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, comprese le carte prepagate.

Contratti di locazione da registrare anche se non scritti

Chiarito dal Ministero dell’Economia l’obbligo di registrare anche i contratti di locazione non stipulati in forma scritta ma verbale

In una risposta fornita ieri 29 febbraio durante un question time presso la Commissione Finanze della Camera, il Ministero dell’Economia ha chiarito che è soggetto a obbligo di registrazione anche il contratto di locazione stipulato solo in forma verbale. La registrazione tardiva del contratto comporta, come previsto dall’art. 8 del D. Lgs. n. 23/2011 in tema di “cedolare secca”, che il canone di locazione stabilito nel contratto viene fissato in misura pari al triplo della rendita catastale e la durata del contratto viene fissata per legge in quattro anni a partire dalla data di registrazione, rinnovabile tacitamente per altri quattro.

Decreto fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri

Approvato il 24 febbraio dal Consiglio dei Ministri il Decreto fiscale sulle semplificazioni tributarie ed il potenziamento dell’accertamento

Venerdì 24 febbraio il Governo ha approvato l’atteso Decreto fiscale. Tra le novità, la proroga al 16 maggio 2012 del pagamento della tassa sull’anonimato per i capitali scudati, l’estensione dell’IMU anche alle abitazioni all’estero (mentre l’estensione dell’IMU ai beni immobili della Chiesa e degli enti no profit destinati ad attività commerciali è stata inserita come emendamento al Decreto Liberalizzazioni ora all’esame del Senato), la decadenza dalla rateazione dei ruoli solo dopo due rate consecutive non pagate, il ritorno dell’elenco clienti e fornitori al posto dello spesometro, il raddoppio da 16,53 a 30 euro del limite per i debiti fiscali sotto il quale il Fisco non potrà accedere ad accertamento, iscrizione a ruolo e riscossione, la riduzione da 10.000 a 5.000 euro del limite dal quale è vietata la compensazione del credito Iva senza preventivo invio della dichiarazione Iva. Scompare, invece, la norma che destinava i proventi della lotta all’evasione fiscale alla riduzione del prelievo fiscale dal 2014 per le famiglie a basso reddito.

F24 esteso ai tributi speciali catastali

Un provvedimento congiunto dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia del Territorio estende il Modello F24 anche ai tributi speciali catastali

L’Agenzia delle Entrate, con Provvedimento del 24 febbraio scorso, ha esteso le modalità di versamento mediante modello F24 anche ai tributi speciali catastali e relativi interessi, sanzioni e oneri accessori, oltre che alle somme dovute in relazione all’inosservanza della normativa catastale. Si tratta di tributi la cui riscossione è affidata all’Agenzia del Territorio. Interessati dalla novità sono quei contribuenti a cui è stata attribuita d’ufficio una rendita presunta dell’immobile in base all’art. 19, comma 10, D.L. n. 78/2010, i quali devono versare i tributi speciali catastali ed i relativi interessi, sanzioni e oneri accessori per mettersi in regola. Sarà una successiva Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate ad emanare i codici tributo.

Il Decreto proroghe è legge

Dopo la fiducia al Governo, il Decreto Proroghe è stato convertito in legge

Il Governo ha ottenuto la fiducia sul Decreto Proroghe che, così, con il via libera della Camera, è divenuto legge. Il testo prevede l’aumento delle sigarette per pagare le pensioni, la proroga al 2 aprile 2012 per la definizione delle liti fiscali pendenti, il divieto per i medici dal 30 giugno 2012 di esercite attività intramoenia “allargata”, la proroga al 30 giugno 2012 dell’operatività del sistema Sistri per il tracciamento dei rifiuti.

Modello 730: online la bozza del 2012

Il modello 730/2012 recepisce le ultime novità: cedolare secca, riduzione acconto Irpef 2011, 5 per mille per beni culturali e paesaggistici, contributo di solidarietà, bonus ristrutturazioni

È disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate la bozza del modello 730/2012, relativo al periodo d’imposta 2011. Sono queste le principali novità contenute nell’ultima versione del modello, in linea con le recenti modifiche normative: la "cedolare secca" sugli affitti; il 5 per mille destinato, dal prossimo anno, anche al finanziamento delle attività che tutelano o promuovono i beni culturali e paesaggistici; il contributo di solidarietà previsto per chi supera i 300mila euro di reddito annuo; la riduzione dell'acconto Irpef 2011; le innovazioni riguardanti il "bonus ristrutturazioni".

Immobili: arriva la riforma del Catasto

Gli immobili e la riforma del Catasto: oltre alla rendita si terrà conto anche del valore patrimoniale del bene

Con un documento in cinque punti predisposto dal Ministero dell’Economia il 27 dicembre 2011 si va verso la riforma del Catasto. L’obiettivo principale è quello di aggiornare le rendite adeguandole al mercato, riequilibrando gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia e, stando alle indiscrezioni, di abbassare le aliquote per compensare l’incremento della base imponibile. Il Catasto dovrà tenere in considerazione il valore patrimoniale del bene, oltre alla rendita, così da garantire “una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione”.

Contributi di previdenza complementare: i chiarimenti dell’Agenzia sul “bonus” di deducibilità Deducibilità dei contributi di previdenza complementare: l’Agenzia illustra come utilizzare il plafond maturato nei primi 5 anni d’iscrizione dei lavoratori di prima occupazione dopo il 1° gennaio 2007

Con la Risoluzione n. 131/E del 27 dicembre 2011, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che i lavoratori al primo impiego, assunti dal 1° gennaio 2007 che hanno aderito ad una forma di previdenza complementarepotranno, già dal sesto anno successivo e fino al 25esimo, aumentare il limite di deducibilità della contribuzione versata al fondo, elevando, così, fino ad un massimo di 7.746,86 euro, il tetto generalmente fissato in 5.164,57 euro annui. Il D.lgs. n. 252/2005 ha, infatti, previsto un regime di deducibilità fiscale in deroga, secondo cui a tali lavoratori è consentito nei 20 anni successivi al quinto di partecipazione a forme previdenziali utilizzare un ulteriore ammontare di contributi deducibili pari alla differenza tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi 5 anni. Tale soglia non può mai superare i 2.582,29 euro annui e fino all'esaurimento del plafond. Quest’ultimo, in ogni caso, può essere utilizzato solo per i versamenti che superano il tetto di 5.164,57 euro.

Chiusura partite Iva inattive: proroga al 31 marzo

L’art. 29 del D.L. MIlleproroghe (D.L. n. 216/2011) concede una proroga di 6 mesi per la chiusura delle partite Iva rimaste inattive. La disposizione, infatti, fa slittare il termine dal 4 ottobre 2011 (termine peraltro già scaduto) al 31 marzo 2012. Quest’ultimo termine cade di sabato, quindi l’ultimo giorno utile per la chiusura slitta a lunedì 2 aprile 2012. Per la chiusura, è sufficiente versare € 129 mediante modello F24 indicando il codice 8110, senza dover presentare il modello di cessazione attività.

Si amplia la definizione delle liti fiscali pendenti entro il 2 aprile 2012

Il 20 gennaio 2012 è stato approvato un emendamentoal D.L. Proroghe con il quale si prevede la possibilità di definire, con il pagamento di una certa somma, le liti fiscali pendenti al 31.12.2011 in cui è parte l’Agenzia delle Entrate (e non anche le Commissioni tributarie) di valore non superiore a 20.000 euro. La definizione avviene mediante il pagamento di quanto dovuto e presentazione della domanda entro il 2 aprile 2012. Nella sanatoria rientrano anche le liti fiscali pendenti al 1° maggio 2011, per le quali la Manovra correttiva 2011 (D.L. n. 98/2011) aveva previsto la definizione mediante versamento di quanto dovuto entro il 30 novembre 2011 e presentazione della domanda entro il 2 aprile 2012. L’emendamento è attualmente all’esame delle Commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera.

La Manovra Monti: le novità per l’ISEE dal 2013

Nella Manovra Monti la rilevanza dell’ISEE per la concessione di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali

A partire dal 1° gennaio 2013 l’ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) diventerà la chiave d’accesso per ottenere determinate agevolazioni fiscali ed assistenziali. In sostanza, determinati bonus saranno riservati a coloro che rientrano in certe soglie ISEE. Entro il prossimo 31 maggio con un apposito decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri saranno modificate le modalità di calcolo dell’ISEE e stabilite quali agevolazioni saranno condizionate al rispetto di tale indicatore

• le agevolazioni che non saranno più concesse dal 2013 se si supera una certa soglia di ISEE, anch’essa stabilita con lo stesso decreto.

Entro tale data si saprà, quindi, se la detrazione del 36% rientrerà tra quelle soggette ad ISEE dal 2013.

Detrazione Irpef del 19% anche per chi studia e alloggia fuori confini

La Legge Comunitaria 2010 estende il regime di detrazione IRPEF del 19% dei canoni di locazione agli studenti fuori sede che studiano in uno degli Stati UE o dello Spazio Economico Europeo.

A decorrere dall’anno d’imposta 2012 la detrazione Irpef del 19% sui canoni di locazione pagati dagli studenti fuori sede deve essere applicata anche a beneficio degli studenti iscritti a un corso di laurea presso una Università di un altro Stato Ue o di uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo. Lo prevede la Legge Comunitaria 2010 (Legge n. 217/2010 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2012) che estende l’agevolazione di cui all’art. 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR agli alloggi affittati fuori dai confini nazionali.

Ex minimi e regime supersemplificato: le regole fissate dall’Agenzia delle Entrate

I contribuenti “ex minimi”, cioè le persone fisiche che esercitano attività d’impresa (compresa quella agricola) o di lavoro autonomo e che, pur avendo i vecchi requisiti per accedere al regime dei contribuenti minimi previsti dall’art. 1, commi 96-99, della Legge n. 244/2007, non possono accedervi a seguito delle nuove regole di accesso stabilite dall’art. 27 del D.L. n. 98/2011, possono usufruire del regime contabile supersemplificato previsto ai commi 3 e seguenti del medesimo art. 27. In particolare, essi devono versare l’Iva annualmente e sono esclusi dall’Irap, mentre restano gli obblighi di emissione della fattura, di certificazione dei corrispettivi e di presentazione dell’elenco clienti e fornitori (operazioni rilevati ai fini Iva di importo superiore a € 3.000, comunicazione delle operazioni con i Paesi black list, ecc.). E’ quanto previsto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 185825/2011 del 22.12.2011.

Speciale Iter Decreto Monti

In arrivo un pacchetto di interventi a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro. Le misure sono contenute nella manovra varata ieri, 4 dicembre, dal Consiglio dei Ministri. Tante le novità, in sintesi:

Pensioni

Un capitolo importante della manovra è quello delle pensioni. Gli interventi previsti sono:

- l’estensione dal primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future

- scompare il meccanismo della finestra mobile.

- al via un sistema flessibile per l’età di pensionamento, che viene elevata a 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni, per gli uomini la fascia di flessibilità è tra 66 e 70 anni. Le regole per le lavoratrici del settore privato raggiungono l’equiparazione ai lavoratori nel 2018.

- bloccata la rivalutazione delle pensioni oltre 467 al mese. Le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all'inflazione.

- aumentano le aliquote contributive degli autonomi di 0,3 punti ogni anno fino a due punti in piu' nel 2018.

Liberalizzazioni

E’ stato deliberato un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci, per i trasporti, e per gli orari degli esercizi commerciali.

Riordino Enti pubblici

Il Governo ha avviato un’azione di selezione e di riordino dei programmi di spesa con l’abolizione di una serie di enti ritenuti non più utili. In particolare, le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali.

Incentivi

Rifinanziato:

- il trasferimento alle regioni per il trasporto pubblico locale

- un programma per accelerare l'utilizzo dei fondi strutturali europei

Vengono resi duraturi nel tempo tutti gli incentivi per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico estendendoli alle aree colpite da calamità naturali.

L’insieme degli interventi ammonta a circa 20 miliardi di euro strutturali per il triennio 2012- 2014 con una forte componente permanente di risparmi conseguiti. La correzione lorda è di oltre 30 miliardi in quanto sono previsti interventi di spesa a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro per oltre 10 miliardi. All’interno del pacchetto è inclusa e consolidata in norme la correzione dei saldi pari a 4 miliardi previsti quale “clausola di salvaguardia” nella manovra di agosto 2011.

Fisco

Ecco in sintesi le principali misure fiscali del decreto:

- anticipo al 2012 dell’introduzione sperimentale dell’IMU: l'aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76% (modificabile dai Comuni, in aumento o in diminuzione, sino a 0,3 punti percentuali); l’aliquota è ridotta allo 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze (modificabile, in aumento o in diminuzione, sino a 0,2 punti percentuali).

- rivalutazione delle rendite per i fabbricati iscritti in catasto: il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate del 5% ex art. 3, comma 48, legge n. 662/1996, i seguenti moltiplicatori: 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10; 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5; 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10; 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D; 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

- prelievo una tantum dell’1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con lo scudo fiscale;

- superbollo su alcuni beni di lusso (auto di grossa cilindrata, barche, aerei); l’imposta di bollo viene estesa anche al deposito titoli e ad altri strumenti e prodotti finanziari;

- deducibilità integrale dell’IRAP-lavoro per favorire le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici;

- introduzione del meccanismo denominato ACE di favore fiscale alla raccolta di capitale di rischio, in modo da favorire la patrimonializzazione delle imprese;

- istituzione, dal 2013, del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni.

Viene introdotto anche un regime premiale per favorire la trasparenza e promuovere l’emersione di base imponibile: ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale ovvero attività di impresa in forma individuale o associativa sono riconosciuti - a determinate condizioni - benefici quali:

a) la semplificazione degli adempimenti amministrativi;

b) l’assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell'Amministrazione finanziaria;

c) l’accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti IVA;

d) (per i contribuenti non soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore) l’esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici ex art. 39, comma 1, lettera d), secondo periodo, D.P.R. n. 600/1973 e art. 54, comma 2, ultimo periodo, D.P.R. n. 633/1972;

e) la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’art. 43, comma 1, D.P.R. n. n. 600/1973 e dall’art. 57, comma 1, del decreto IVA.

Definiti anche aumenti delle aliquote di accisa.

L’aumento delle aliquote IVA del 10 e del 21 per cento è deliberato in 2 punti percentuali a decorrere dal 1° settembre 2012, a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario. In tal modo si evita che scatti la riduzione automatica di tutte le deduzioni e detrazioni fiscali in particolare sulla famiglia. A decorrere dal 1° gennaio 2014 le aliquote sono ulteriormente aumentate di 0,5 punti percentuali.

Introdotto un pacchetto antievasione che prevede il divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro.

Per le Pmi

- una conbilità fiscale di favore per le piccole e medie imprese, soprattutto artigiane, che diventano trasparenti per il fisco;

- un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di mettere a disposizione delle PMI garanzie per circa 20 miliardi di credito.

Regime dei minimi con accesso limitato

Il nuovo regime dei minimi: l’applicazione dell’Iva comporterà il pericolo di un aumento dei prezzi

Il 1° gennaio 2012 entrerà in vigore il nuovo regime dei minimi, secondo le modifiche apportate dall’art. 27 del D.L. n. 198/2011, convertito nella L. 111/2011. Le imprese e i professionisti che dal 2012 non potranno più utilizzare il regime dei minimi, passando automaticamente a quello residuale, dovranno aumentare i prezzi delle merci vendutee delle prestazioni effettuate, nei confronti dei privati, se non vorranno vedersi ridurre il ricavo effettivo. Infatti, a differenza del regime dei minimi, quello residuale comporta l’applicazione degli studi di settore, ma soprattuttoobbliga ad applicare l’Iva nei modi ordinari.

Sarà molto più difficile, dal 2012, poter far parte dei contribuenti “minimi”. Gli ulteriori paletti imposti dalla Manovra (Art. 27, Legge 111/2011) limiteranno sensibilmente l’accesso al regime agevolato, lasciando l’ingresso aperto solo ad un numero ristretto di giovani professionisti e piccole imprese. I pochi fortunati (con le nuove regole – secondo la relazione tecnica - nel regime resta solo il 4% dei “vecchi” minimi), però, potranno beneficiare di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali ridotta addirittura al 5% (fino ad oggi era il 20%). L’opportunità è riservata, nell’anno di inizio attività e nei quattro successivi, a chi intraprende una nuova attività d’impresa, arte o professione o l’ha avviata dopo il 31 dicembre 2007. L’unica deroga alla durata dei cinque anni è riconosciuta ai giovani fino al compimento del 35° anno di età. Ad esempio, chi ha avviato l’attività nel 2010 può sfruttare il regime agevolato fino al 2014 (quindi, per cinque periodi d’imposta); se però nel 2010 aveva 25 anni, la permanenza tra i “nuovi” minimi può arrivare, in presenza dei necessari requisiti, fino al 2020 (quando raggiungerà i 35 anni). In aggiunta ai requisiti propri dell’attuale regime dei minimi, sono richieste alcune altre condizioni, grosso modo quelle necessarie per accedere all’altro regime di favore previsto per le nuove iniziative produttive (c.d. forfettino). Infatti, occorre che: nel triennio precedente non sia stata esercitata attività d’impresa o professionale;

l’attività intrapresa non costituisca mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (fa eccezione il periodo di pratica obbligatoria per l’esercizio di arti o professioni);

in caso di prosecuzione di attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, i ricavi realizzati nel periodo d’imposta

precedente non siano superiori a 30.000 euro.

A proposito di “forfettino”, la norma non lo dice chiaramente, ma, usando l’espressione “gli attuali regimi forfettari sono riformati e concentrati ”, lascia intendere che possa essere giunto al capolinea. Comunque, chi risponderà a pieno al nuovo

identikit del “contribuente minimo”, oltre a pagare solo il 5% sul reddito professionale o d’impresa, godrà di un’altra serie di vantaggi: non applicazione dell’IVA, non assoggettamento all’IRAP, esclusione dagli studi di settore, esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili (dovrà solo conservare i documenti ricevuti ed emessi e presentare la dichiarazione dei redditi).

Cosa succede però a chi nel 2011 si poteva considerare “minimo” in base alla vecchia disciplina (Finanziaria 2008 - legge n.

244/2007, articolo 1, commi da 96 a 117) e non possiede i nuovi requisiti per conservare quello status anche nel 2012? Perde gran parte dei benefici, in primis la tassazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo con imposta sostitutiva in luogo di quella ordinaria con le aliquote progressive IRPEF e le relative addizionali (inoltre, tornano applicabili gli studi di settore).

Ne conserva qualcuno, almeno fino a quando non opta per il regime ordinario oppure si verifica una delle cause che determinano la fuoriuscita dall’ex regime dei minimi (come, ad esempio, il conseguimento di ricavi o compensi superiori a

30.000 euro, il sostenimento di spese per lavoratori dipendenti o collaboratori oppure l’acquisto di beni strumentali che, sommati a quelli dei due anni precedenti, superano il tetto di 15.000 euro).

Tra i vantaggi conservati dall’ex “minimo”, l’esenzione dall’IRAP e l’esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Viene meno, invece, l’esclusione dall’IVA: sulle cessioni effettuate e sulle prestazioni rese deve riprendere ad addebitare l’imposta, mentre può detrarre quella pagata sugli acquisti; tuttavia, non è obbligato alle liquidazioni e ai versamenti periodici, assolverà l’IVA direttamente in sede di dichiarazione annuale.

L’Agenzia delle entrate dovrà emanare uno o più provvedimenti con le disposizioni attuative della norma.

COMUNI E REGIONI: ADDIZIONALI IRPEF IN RIALZO

Alle Regioni viene concesso dalla Manovra bis di aumentare già dal prossimo anno l’addizionale IRPEF (Art. 1, commi 10 e 11 decreto !38/2011). Il decreto legislativo sul federalismo regionale n. 68/2011 aveva fissato lo start dal 2013. All’aliquota di base dello 0,9%, gli Enti territoriali potranno aggiungere una maggiorazione fino a 0,5 punti percentuali per gli anni 2012 e 2013, fino a 1,1 punti percentuali per il 2014 e fino a 2,1 punti percentuali a decorrere

dal 2015 (per arrivare, quindi, ad una aliquota massima del 3%).

Anche i Comuni, dal 2012, avranno piena autonomia in materia di addizionale, potendo liberamente arrivare fino all’aliquota massima dell’8 per mille (il solo Comune di Roma è autorizzato al 9 per mille).

Contemporaneamente, è stata abolita la norma del decreto legislativo n. 23/2011 (federalismo fiscale municipale) in base alla quale soltanto gli Enti che fino a quel momento non avevano istituito l’addizionale (ovvero l’applicavano

con aliquota inferiore al 4 per mille) potevano ricorrere all’introduzione (o all’incremento) del tributo, con un limite massimo, per i primi due anni, pari al 4 per mille e del 2 per mille all’anno. Sono però fatte salve le deliberazioni adottate in vigenza di quella norma. Così i Comuni più tempestivi, quelli che hanno deciso prima dell’entrata in vigore della Manovra-bis (tra questi, Milano e Venezia), potranno beneficiare dell’introduzione (o dell’aumento) dell’addizionale già dal periodo d’imposta in corso. Gli altri avranno mani libere dall’anno prossimo.

Legge di Stabilità 2012: aumenta l’aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione separata INPS

Con la Legge di Stabilità 2012 cambiano i contributi previdenziali per gli iscritti alla Gestione separata INPSL’art. 22, comma 1 della Legge n. 183 del 12 novembre 2011 (c.d. “Legge di stabilità 2012”) prevede l'aumento dell'1% dell'aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione separata INPS. In particolare, a partire dal 2012, l'aliquota sarà pari al 27,72% per i soggetti non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie, e al 18% per gli iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie o titolari di pensione.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Aumento percentuale dei contributi per commercianti e artigiani

E’ allo studio un aumento della percentuale dei contributi per artigiani e commercianti di uno o due punti.Attualmente gli artigiani pagano una percentuale del 20% e i commercianti del 20,9% sino a un reddito di 43.042 e del 21%-21,09% sino a un reddito di 71.737 per gli artigiani elevato a 93.622 per i commercianti.La tendenza è avvicinare sempre piu’ i contributi dei lavoratori autonomi a quelli dei dipendenti.

Blocco dell’inflazione per tutti i pensionatiChi è già in pensione non sarà esentato dal contribuire mediante un blocco delle pensioni che non subiranno piu’ adeguamenti per l’inflazione.

Contributi Inps più cari dal 2012 per artigiani, commercianti e coltivatori diretti.

I contributi Inps dovuti da artigiani, commercianti e coltivatori diretti aumenteranno dell’1,3% nel 2012 per raggiungere l’aliquota del 24% nel 2018La Manovra Monti (D.L. n. 201/2011, art. 24) prevede l’aumento progressivo delle aliquote contributive Inps per gli artigiani, i commercianti ed i coltivatori diretti fino a raggiungere nel 2018 l’aliquota del 24%. Il percorso di incremento inizierà dal 1° gennaio 2012, con un aumento pari a 1,3%; l’aliquota salirà così dall’attuale 20% al 21,3%, e dal 21% al 22,3% per l’ulteriore fascia di reddito.

Successivamente, l’incremento sarà pari allo 0,45% in tutti gli anni successivi fino a raggiungere l’aliquota del 24% prevista per il 2018. Dal 2018, di conseguenza, spariranno sia l’aliquota ridotta per i collaboratori con meno di 21 anni sia il punto percentuale in più previsto per i redditi superiori ad una certa fascia

Dal 1° gennaio 2012 aumenteranno dell’1% anche le aliquote contributive per gli iscritti all’Inps Gestione Separata (es.: lavoratori parasubordinati) per effetto non della Manovra Monti, ma di quanto previsto dalla Manovra di Ferragosto (D.L. n. 138/2011).

Fonte: Il Sole 24 Ore

Decreto anticrisi : rivalutazioni catastali automatiche al 15%

Nel Decreto anticrisi le misure che riguardano la casa: il ritorno dell’Ici, la rivalutazione delle rendite catastali e l’introduzione di una patrimoniale Il neo governo Monti ha già preventivato che il gettito ulteriore per l’erario sarà assicurato da tributiche riguardano la casa. Oltre al sempre più possibile ritorno dell’Ici sulla prima casa (che nella nuova versione federalista prenderà il nome di IMU), spunta la rivalutazione delle rendite catastali, nonché l’introduzione di una patrimoniale. La rivalutazione delle rendite catastali, o meglio della percentuale oggi fissata al 5% e utilizzata per adeguare il valore degli immobili ai fini del prelievo fiscale, potrebbe crescere del 10%, il che significa che con un moltiplicatore del15% le rendite catastali assicurerebbero alla Stato maggiori entrate per 1,5 miliardi di euro. Il ritorno all’imposta comunale abolita nel 2008 varrebbe, invece, circa 3,5 miliardi di euro.Fonte: Il Sole 24 Ore

Acconti Irpef 2011 in più, via al recupero Acconti Irpef 2011

a percentuale piena: istituiti i codici tributo per compensare il credito Pronti i codici tributo per recuperare subito la differenza dell’acconto Irpef di novembreversato applicando le vecchie percentuali, senza cioè il differimento dei 17 punti percentuali, stabilito dal DPCM del 21.11.2011. Infatti, per utilizzare in compensazione,tramite modello F24, il corrispondente credito d’imposta spettante, l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 117/E del 30.11.2011 istituisce i codici tributo: “1797”, per i contribuenti minimi, e “1844”, per la cedolare secca. Inoltre, è stato ridenominato il vecchio codice “4035”, per “attualizzarlo” alla nuova disposizione normativa.

Fonte: Il Sole 24 Ore

In pensione con piu’ di 40 anni di anzianità

Serviranno 41 o 43 anni per la pensione di anzianità, le donne andranno in pensione dopo i 65 anni, i contributi degli artigiani e commercianti aumenteranno di 1 o 2 punti.

Sono questi i punti ancora in discussione che il governo Monti di appresta a varare con un decreto che dovrà essere approvato lunedi 5 dicembre. IL CALENDARIO PER FARE IL CALCOLO

Pensione di anzianità

Non basteranno piu’ i 40 anni di anzianità per andare in pensione ma ne serviranno 41-43 anni e in piu’ sarà richiesto il requisito dell’età. Le baby pensioni non saranno piu’ possibili, anche con 41 e piu’ anni di anzianità se non si avranno 60 anni non si potrà andare in pensione.Non sara’ quindi piu’possibile andare in pensione solo con il requisito dell’anzianità come accade oggi e per raggiungere il 100% della pensione dovranno sommarsi diversi requisiti.

Pensione di vecchiaia

Accellerazione dell’aumento dell'eta richiesta per andare in pensione per le donne nel settore privato. E’ il terzo intervento dell’anno. Le donne andranno in pensione a 65 anni ma la data per fare entrare a regime questa norma è ancora in discussione.

UN’E-MAIL PER DIRE CHE SI E’ AMMALATI

Dal 14 settembre, i datori di lavoro del settore privato non possono più richiedere ai lavoratori una copia cartacea del certificato medico di malattia, ma devono recuperarla su internet o tramite email. Da tale data, infatti, entrano a regime anche per le aziende private (che hanno fruito di un periodo transitorio) le regole sui certificati medici online, già vigenti per il settore pubblico.

Chi è occupato nell’industria (aziende grandi, medie o piccole) può avvisare il proprio datore di lavoro di essere a casa, perché malato, anche con un Sms. La novità è prevista da due Accordi di Confindustria (20 luglio) e Confapi (26 luglio), siglati con Cgil, Cisl e Uil per coordinare la vigente disciplina dei Ccnl con le nuove regole sul rilascio dei certificati di malattia in via telematica.

Certificati medici online

Il collegato lavoro (legge n. 183/2010) ha equiparato le regole del settore del lavoro privato a quelle del pubblico impiego

per quanto riguarda la “trasmissione telematica dei certificati di malattia” (si tratta dell’estensione, al settore privato, dell’articolo 55-septies del dlgs n. 165/2001, il Tu pubblico impiego). In virtù di tali regole, il certificato medico che giustifica

l’assenza per malattia di un lavoratore dipendente è inviato, per via telematica, direttamente all’Inps dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica che lo rilascia; una volta ricevuto il certificato online, l’Inps lo trasmette, sempre per via telematica, al datore di lavoro interessato.

Queste regole, già vigenti e operative per il settore pubblico, teoricamente sono state estese al settore privato con effetto dal 1° gennaio 2010; tuttavia la legge n. 183/2010 è entrata in vigore successivamente, ossia il 24 novembre 2010, giorno che rappresenta dunque la data a partire dalla quale deve ritenersi uniformato, tra pubblico e privato, il regime sul rilascio e sulla trasmissione online dei certificati medici. Successivamente, una nota ministeriale ha previsto un regime transitorio per il solo settore privato consentendo ai datori di lavoro, durante i tre mesi successivi alla pubblicazione della stessa circolare

in gazzetta ufficiale (e questo termine di tre mesi scade il 13 settembre), la possibilità di richiedere ai propri lavoratori la presentazione, secondo le tradizionali modalità previste dai Ccnl (raccomandata postale, per esempio, o consegna a mano), di una copia cartacea dell’attestazione di malattia rilasciata dal medico all’atto dell’invio telematico.

La segnalazione di malattia

In vista dell’entrata a regime della certificazione medica online nel settore privato (dal 14 settembre come detto), Confindustria, Confapi, Cgil, Cisl e Uil si sono preoccupati di coordinare le nuove regole con la disciplina dei Ccnl, mediante disposizioni specifiche che resteranno operative fino a quando non saranno i singoli Ccnl ad armonizzare queste nuove procedure.

Sono regole che, appare ovvio, valgono e si applicano esclusivamente alle imprese aderenti a Confindustria o Confapi

(si tratta di tutte le imprese, di grandi, medie e piccole dimensioni, dell’industria). In pratica, sino al 13 settembre il lavoratore continua ad inviare il certificato di malattia cartaceo con le modalità previste da ciascuno Ccnl. Dal 14 settembre il medico non potrà più rilasciare al lavoratore il certificato di malattia in forma cartacea (è la novità principale del nuovo sistema), sostituito da un “numero identificativo” che il medico è obbligato a consegnare al lavoratore. I recenti accordi stabiliscono che il lavoratore è tenuto a comunicare questo numero alla propria azienda entro i termini fissati dai vigenti Ccnl per l’invio della certificazione di malattia su carta (praticamente c’è lo scambio tra “certificato medico” e “numero identicativo” ), potendo utilizzare anche i mezzi tecnologici quali, ad esempio, email o sms. L’obbligo di comunicazione

del numero identificativo scatta in presenza di espressa richiesta da parte dell’azienda; se manca questa richiesta, pertanto, il lavoratore può anche astenersi dal farlo.

Gli obblighi del lavoratore

Infine resta fermo, ovviamente, l’obbligo del lavoratore di comunicare al suo datore di lavoro, tempestivamente, l’assenza

per malattia ed ogni eventuale variazione d’indirizzo per consentire la visita fiscale.

Equitalia prepara le comunicazioni preventive di iscrizione ipotecaria

Equitalia fornirà in allegato anche il modello per la segnalazione di avvenuto pagamento o annullamento del debito entro 30 giorni L’ inasprimento della lotta all’evasione previsto dall’ultima manovra si apre con la ripresa delle azioni esecutive di Equitalia , che dovranno però essere precedute dall’invio di una comunicazione preventiva sia riguardo le iscrizioni ipotecarie che i fermi amministrativi, con possibilità di replica dei contribuenti entro 30 giorni. Anche il redditometro , ha annunciato ieri il direttore delle Entrate , Attilio Befera , partirà già fra un mese e riguarderà i redditi 2009 dichiarati del 2010.

Lotta all’evasione: a partire dal 1° ottobre 2011 gli atti di accertamento diventeranno esecutivi trascorsi 60 giorni dalla loro notifica

Dal prossimo 1° ottobre 2011 gli accertamenti saranno esecutivi decorsi i 60 giorni dalla loro notifica. Non sarà più recapitata la cartella di pagamento e sparisce l’iscrizione a ruolo. In caso di mancato pagamento di quanto dovuto con l’atto di accertamento, l’aggio risulta interamente a carico del contribuente (9%) oltre i 60 giorni. È questo un aspetto sul quale occorrerebbe fare delle opportune riflessioni, considerando il peso di tale “gravame” sui contribuenti.

La nuova riscossione più veloce e più cara con la nuova riscossione le azioni esecutivi sono possibili dal 271° giorno La nuova riscossione è più cara rispetto al passato, in quanto in caso di pagamento oltre i 90 giorni dalla ricezione, sugli ulteriori interessi il contribuente dovrà calcolare l’aggio al concessionario (9%) anche per quel periodo. Ma la nuova riscossione è anche più veloce, perché, se il contribuente non paga le somme provvisorie, dal 91° giorno l’Agenzia delle Entrate lascia il carico a Equitalia. Da questo momento e per 180 giorni Equitalia potrà mettere in campo azioni cautelari, come il fermo e l’ipoteca. Prima del pignoramento e dell’espropriazione forzata veri e propri dovranno passare, invece, almeno 270 giorni.

Nell’accertamento esecutivo la procedura di affidamento del contribuente moroso a Equitalia sarà tempestiva e condotta al “millimetro”

Con la nota interna diramata il 30.09.2011, la Direzione accertamento dell’Agenzia delle Entrate fornisce alcune linee guida agli uffici periferici in materia di esecutività degli avvisi di accertamento. In particolare, l’Agenzia chiarisce che la procedura di affidamento del contribuente moroso a Equitalia sarà tempestiva e condotta al “millimetro”, secondo quanto prevede la disciplina della riscossione concentrata nell’accertamento. Si ricorda che, il contribuente che voglia difendersi dall’avviso di accertamento esecutivo può presentare istanza di sospensiva giudiziale, chiedendo ai giudici che, in attesa di giudizio, venga sospeso il pagamento anticipato. La sospensione deve essere decisa entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Entro tale termine, l’agente della riscossione non può effettuare azioni esecutivi, salvo non ci sia fondato pericolo per la riscossione, mentre può effettuare azioni cautelari (come fermi e ipoteche).


Fonte: Il Sole 24 Ore

Il contribuente che ritiene non dovute le somme richieste con la cartella di pagamento, può chiedere a Equitalia l’immediata sospensione della riscossione e di eventuali procedure.

Con la “direttiva antiburocrazia” varata a maggio 2011 il contribuente che ritiene non dovute le somme richieste con la cartella di pagamento, può chiedere a Equitalia l’immediata sospensione della riscossione e di eventuali procedure. Al cittadino basta presentare direttamente agli uffici di Equitalia il modello di autodichiarazione, disponibile presso gli sportelli e scaricabile dal sito internet www.gruppoequitalia.it. Dopo l’introduzione della direttiva le autodichiarazioni presentate dai contribuenti a Equitalia sono state 45mila su 40 milioni di cartelle esattoriale spedite in media ogni anno.


Fonte: Il Sole 24 Ore

La “service tax”: il decreto correttivo del federalismo municipale introduce il nuovo tributo

Nel decreto correttivo del federalismo municipale sbarca la “service tax” Il decreto correttivo del federalismo municipale, approvato il 24.10.2011 dal Consiglio dei Ministri, conferma ed ufficializza l’introduzione della nuova “service tax”, ovvero il tributo finalizzato al finanziamento dei servizi comunali. Tale tributo accorperà in un unico prelievo diversi presupposti d'imposta accomunati dal fatto di essere tutti legati alla fruizione dei servizi comunali (rifiuti, Tarsu e Tia, servizi idrici, trasporti). Inoltre, il decreto anticipa di un anno (dal 2014 al 2013) l’entrata in vigore dell’imposta municipale (IMU) e sostituisce la compartecipazione IVA con la compartecipazione IRPEF, in modo tale da rendere meno sperequata la ripartizione del gettito.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Addizionale erariale per le auto oltre i 225 kilowatt.

Tutti i chiarimenti in una circolare delle Entrate

Con la circolare n. 49/E dell’8 novembre 2011, l’Agenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti sull’applicazione dell’addizionale erariale alla tassa automobilistica (cd superbollo), introdotta dall'articolo 23, comma 21, del decreto-legge 6 luglio 2011, n° 98 - pdf. per le autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, con potenza superiore a duecentoventicinque chilowatt.

Il pagamento dell’addizionale erariale alla tassa automobilistica è dovuto da coloro che alla data dell’entrata in vigore del decreto (6 luglio 2011) avevano, a diverso titolo, nella propria disponibilità veicoli rientranti nel campo d’applicazione della norma. Il pagamento dell’addizionale dovrà essere effettuato entro il 10 novembre 2011, tramite modello F24, per gli autoveicoli presenti nei registri del Pra, invece, per i veicoli immatricolati tra il 7 luglio e il 31 dicembre 2011, l’addizionale erariale andrà versata entro il 31 gennaio 2012.

Come, quando e quanto versare

Il versamento dell'addizionale erariale sulla tassa automobilistica (superbollo) deve essere effettuato utilizzando il modello "F24 elementi identificativi". E’ esclusa la compensazione e il codice tributo da utilizzare è il “3364” (risoluzione n. 101 del 20/10/2011)Il pagamento va effettuato per il 2011 entro il 10 novembre. In pratica, entro 30 giorni dalla pubblicazione del Decreto del 07/10/2011 del Ministero dell'Economia e Finanze (G.U. dell'11/10/2011 n° 237) che disciplina i tempi e le modalità di versamento. A partire dal 2012 il versamento va effettuato, invece, entro gli stessi termini di scadenza previsti per il pagamento della tassa automobilistica (bollo).L'importo del superbollo è pari 10 euro per ogni Kw che eccede i 225 Kw

Detrazioni Irpef del 36% sulle ristrutturazioni: niente più obbligo di comunicazione di inizio lavori.

Per avvalersi della detrazione Irpef del 36%, non c’è più l’obbligo di inviare la comunicazione di inizio lavori al Centro operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara tramite raccomandata. L’entrata in vigore del Dl n. 70 del 2011, rende sufficiente conservare ed esibire a richiesta degli uffici finanziari specifici documenti che sono indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato il 2 novembre 2011.

Risulta così semplificata la procedura per usufruire delle detrazioni fiscali, mentre restano ferme le comunicazioni e autorizzazioni, ove necessarie per l’esecuzione dei lavori secondo la tipologia di questi, ai Comuni e alla A.s.l.. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, sul proprio sito rende fruibile la guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali - pdf

Il Decreto Milleproroghe 2012 varato dal Governo il 23.12.2011

Approvato il Decreto Milleproroghe 2012: slittano il modello 770 mensile e la chiusura delle partite Iva inattive

Il Decreto Milleproroghe 2012 è stato approvato dal Governo il 23 dicembre 2011. Tra le principali proroghe indicate dall’Economia spiccano: il differimento al 1° gennaio 2013 della sperimentazione della mensilizzazione del modello 770 dei sostituti d’imposta, la proroga al 31 marzo 2012 della chiusura delle partite Iva inattive, lo slittamento al 30 aprile 2012 per la determinazione dei fabbisogni standard di Comuni e Province previsti dal federalismo fiscale, la proroga al 31 dicembre 2013 delle comunicazioni di inesigibilità delle somme iscritte a ruolo. Il provvedimento, in ogni caso, sarà oggetto di confronto con i parlamentari ancora in questi giorni, in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro la fine dell'anno.